28 Maggio 2026

ORTOMERCATO: CANONI INSOSTENIBILI, AGO CHIEDE STOP A NUOVI AUMENTI E PIÙ TRASPARENZA SUI COSTI

In Commissione Consiliare congiunta, Controllo Enti Partecipati + Educazione e Food Policy, AGO denuncia il rischio di nuovi aumenti dei canoni nell’Ortomercato

AGO – Associazione Comprensorio Agroalimentare esprime forte preoccupazione per il possibile ulteriore aumento dei canoni applicati agli operatori dell’Ortomercato di Milano, emerso nell’ambito della Commissione Consiliare congiunta Controllo Enti Partecipati ed Educazione e Food Policy del Comune di Milano.

Secondo i dati illustrati, la tariffa dei punti vendita, già salita a 168,40 euro/mq, potrebbe arrivare nei prossimi anni a 230,36 euro/mq. Un livello che AGO giudica sproporzionato e non sostenibile per le imprese del Mercato Ortofrutticolo.

La tariffa risulterebbe composta da costi immobiliari di edificio pari a 165,55 euro/mq, costi comprensoriali per 26,66 euro/mq, costi diretti di edificio per 23,10 euro/mq e costi di funzionamento del mercato per 15,04 euro/mq.

“Non si può continuare a ribaltare sugli operatori ogni costo della gestione SOGEMI. Chiediamo trasparenza sulle singole voci, in particolare sui costi comprensoriali, e un vero piano di riduzione dei costi prima di ipotizzare qualsiasi nuovo aumento”, dichiara Michele Colasuonno, presidente di AGO.

AGO ricorda che la tariffa attuale è già superiore ai 130 euro/mq prospettati all’avvio del progetto e molto distante dai 75 euro/mq applicati nei vecchi padiglioni. A ciò si aggiungono gli investimenti sostenuti dagli operatori per allestire i punti vendita consegnati al rustico, con costi superiori a 1.000 euro/mq, equivalenti a un ulteriore aggravio stimabile in 50/60 euro/mq.

Per l’Associazione è indispensabile mantenere la tariffa al livello attuale di 168,40 euro/mq, evitare nuovi rincari, ridurre i costi di gestione, chiarire la natura delle spese comprensoriali e coinvolgere realmente gli operatori nelle scelte che incidono sul futuro del Mercato.

“Il rinnovamento dell’Ortomercato non può trasformarsi in un aumento permanente dei costi a carico delle aziende. Senza sostenibilità economica si mette a rischio l’intero comparto ortofrutticolo milanese, con possibili ricadute anche sulla filiera e sui consumatori”, conclude Colasuonno.

4 Maggio 2026

ORTOMERCATO, AGO INCONTRA IL PD: “GOVERNANCE TROPPO ACCENTRATA E COSTI INSOSTENIBILI”

AGO – Associazione Comprensorio Agroalimentare denuncia una gestione senza alcun dialogo

I vertici di AGO hanno incontrato oggi una rappresentanza dei consiglieri comunali del Partito Democratico per presentare la grave situazione di stallo e le criticità che affliggono il Mercato Ortofrutticolo di Milano.

Al centro del colloquio, la profonda preoccupazione per una governance di SOGEMI che appare sempre più distante dalle reali esigenze di chi, ogni giorno, fa vivere il mercato.

“Siamo di fronte a un modello di gestione troppo accentrato sulla figura del Presidente, che ricopre anche la carica di Direttore Generale. Questo toglie ossigeno ad ogni confronto con gli operatori che lavorano quotidianamente nel Mercato.

Particolare enfasi è stata posta sull’insostenibilità economica, con tariffe schizzate ad oltre 168 euro/mq, ben lontane dai 130 euro inizialmente prospettati. Se a questo si aggiungono i 50-60 euro/mq necessari per allestire i punti vendita consegnati al rustico, il carico sulle aziende diventa insostenibile e rischia di riflettersi sui prezzi al consumo.

È stata inoltre richiamata l’attenzione sui gravi ritardi nei lavori: il Padiglione 2 è ancora in fase di realizzazione a rilento, creando una disparità inaccettabile tra chi opera nelle nuove strutture e chi è rimasto confinato nei vecchi edifici con tariffe e metodi di lavoro differenti.

I rappresentanti di AGO hanno chiesto ai consiglieri del PD un intervento politico deciso per:

  • Contenere le tariffe, senza ulteriori aumenti, puntando invece sui risparmi nella gestione aziendale di SOGEMI.
  • Garantire la sicurezza, ponendo fine ai frequenti episodi di furti e danneggiamenti notturni.
  • Riformare la logistica centralizzata, con un nuovo capitolato di gara che assicuri efficienza e tariffe in linea con il mercato nazionale.

“Non possiamo più accettare che le nostre istanze cadano nel vuoto – ha concluso il Presidente AGO Michele Colasuonno – perché la mancanza di condivisione sta portando a un conflitto permanente che non giova a nessuno: né a chi lavora, né alla città di Milano ed ai suo cittadini”.

28 Aprile 2026

ORTOMERCATO, AGO: “RITARDI, COSTI E SICUREZZA: SERVONO RISPOSTE IMMEDIATE E REGOLE CONDIVISE”

Dopo il sopralluogo delle Commissioni Consiliari, AGO – Associazione Comprensorio Agroalimentare denuncia criticità su lavori, logistica, tariffe e sicurezza

“Il sopralluogo ha confermato quanto denunciamo da tempo: non si possono imporre nuove regole, soprattutto logistiche, prima del completamento dell’intero mercato. Servono trasparenza, condivisione e sostenibilità economica per garantire il futuro degli operatori e dell’Ortomercato stesso”.

È questa la posizione espressa dal Consiglio Direttivo AGO, per tramite del suo Presidente Michele Colasuonno, al termine del sopralluogo svolto oggi all’Ortomercato da numerosi Consiglieri Comunali di Milano delle Commissioni Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro e Controllo Enti Partecipati, guidate rispettivamente dalla vicepresidente Natascia Tosoni e dalla presidente Deborah Giovanati.

AGO ribadisce le principali criticità consegnate ai rappresentanti istituzionali della Commissione Congiunta: forte ritardo nel completamento dei nuovi padiglioni, assenza di servizi igienici comuni nel Padiglione 2 blocco Sud, disparità di trattamento tra operatori ancora nei vecchi edifici e operatori nei nuovi spazi, aumento dei canoni, logistica non condivisa e problemi di sicurezza.

In particolare, la permanenza di una parte degli operatori nei vecchi edifici sta generando una disparità economica evidente: da un lato tariffe di concessione pari a 75 euro/mq, dall’altro nuovi canoni arrivati fino a 168/170 euro/mq. A ciò si aggiunge il peso degli investimenti sostenuti dai singoli operatori per l’allestimento dei punti vendita consegnati al rustico, stimato in ulteriori 50/60 euro/mq.

L’Associazione sottolinea che nuove regole di lavoro e di spostamento merci dovranno essere discusse e attuate solo alla fine dei lavori. Sul fronte della logistica centralizzata, AGO chiede un nuovo capitolato di gara e una procedura pubblica per individuare un operatore in grado di garantire tariffe allineate agli altri mercati italiani e massima efficienza operativa

Quanto ai canoni, l’incremento recentemente introdotto rappresenta, per AGO, il valore massimo sostenibile per le aziende di mercato. Per questo l’Associazione chiede interventi urgenti per ridurre l’incidenza degli oneri comprensoriali, contenere i costi operativi e riportare, ove possibile, la tariffa verso i 130 euro/mq prospettati in sede consiliare.

Infine, resta aperto il tema della sicurezza: continuano a verificarsi scavalcamenti notturni, furti e danneggiamenti, più volte segnalati all’Ente gestore e non gestiti adeguatamente.

Al termine del sopralluogo, l’Associazione, ringraziando i Consiglieri che hanno partecipato alla visita del mercato, ha dichiarato che continuerà a collaborare con le Istituzioni affinché siano adottate soluzioni concrete e tempestive nell’interesse dell’intero comparto ortofrutticolo milanese.

14 Aprile 2026

GROSSISTI MERCATO ORTOFRUTTICOLO AGO: LA LOGISTICA CENTRALIZZATA NON FUNZIONA E SCARICA COSTI SU OPERATORI E CITTADINI

Commissione Consiliare congiunta sul futuro dell’Ortomercato – Presenti i rappresentanti di oltre 40 aziende
A rischio 150 posti di lavoro con questa obbligatorietà

La gestione della logistica centralizzata al Nuovo Mercato Ortofrutticolo di Milano è diventata il simbolo di un modello che non funziona. È quanto emerso con forza nell’audizione di AGO – Associazione Comprensorio Ortofrutticolo durante la Commissione congiunta Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro e Controllo Enti Partecipati del Consiglio Comunale di Milano, nel corso della quale sono state evidenziate criticità gravi sul piano operativo, economico e sociale.

La gara pubblica per l’affidamento della logistica centralizzata, indetta da SOGEMI nel 2024, è andata deserta. Nonostante questo segnale evidente, il sistema è stato imposto ugualmente, tramite un Albo della logistica senza un sistema informatico pienamente operativo e senza tutele occupazionali. Il risultato è stato un aumento dei costi per i servizi di logistica gestiti da SOGEMI ed un possibile esubero di circa 150 lavoratori, senza clausole sociali, e forti difficoltà nella gestione dei flussi di movimentazione.

Alle criticità operative si aggiungono tariffe elevate, superiori a quelle di molti altri mercati italiani, con parte dei costi che vengono ribaltati direttamente sugli operatori. È un aspetto centrale, perché gli aumenti imposti da SOGEMI non si fermano agli operatori, ma finiscono inevitabilmente per scaricarsi sui prezzi finali, incidendo sul costo dei prodotti e quindi sui cittadini milanesi.

Questo avviene in un quadro più generale segnato da una carenza di dialogo strutturato con gli operatori, veri protagonisti del lavoro quotidiano, nonostante l’esistenza di organismi di confronto formali. Le decisioni strategiche – dalla logistica alle tariffe del Nuovo Mercato, oggi previste su livelli molto elevati rispetto agli impegni assunti in passato – vengono assunte senza una reale condivisione.

Questo approccio emerge con forza anche nella questione delle tariffe che da 75 euro/mq nei vecchi padiglioni sono arrivate nel Nuovo Mercato Ortofrutticolo a livelli che oscillano tra 170 e 193 euro/mq, con stime tecniche che arrivano fino a oltre 230 euro/mq. Valori che collocano Milano sopra la media nazionale e al limite superiore dei benchmark europei.

L’aumento dei canoni, il peso dei costi comprensoriali e gli investimenti richiesti agli operatori per spazi consegnati al rustico stanno generando una pressione economica insostenibile, che rischia di penalizzare le imprese più piccole e storiche e di trasformare la modernizzazione del mercato in una selezione economica e sociale.

La rigenerazione del Mercato Ortofrutticolo è una partita strategica per Milano, ma senza correzioni nette sul metodo e sulla sostenibilità economica il rischio è che le inefficienze della gestione ricadano su operatori e cittadini, tradendo la natura pubblica di un’infrastruttura centrale per l’economia e l’approvvigionamento della città.

25 Febbraio 2026

I GROSSISTI SOSPENDONO L’UTILIZZO DELLA LOGISTICA CENTRALIZZATA IMPOSTA DA SOGEMI

Gravi difficoltà per gli operatori dell’Ortomercato di Milano: rischio aumento prezzi, perdita di competitività e licenziamenti

I grossisti operanti nel Mercato Agroalimentare di Milano, esprimono forte preoccupazione per le gravi criticità generate dall’introduzione della logistica centralizzata obbligatoria, un modello che sta producendo effetti negativi sul piano economico, occupazionale e sull’intera filiera di approvvigionamento.

Per questo i grossisti, a partire da questa mattina, non utilizzano più il sistema di logistica centralizzata, riservandosi ogni ulteriore iniziativa a tutela delle proprie imprese, dei lavoratori e dei consumatori. Questa protesta è stata recepita dalle cooperative, che non hanno contrastato l’iniziativa, e non ha influito sull’operatività dell’Ortomercato.

Anche le aziende agricole che lavorano all’interno dell’Ortomercato hanno condiviso ed aderito alla protesta dei grossisti.

L’imposizione di un sistema di consegna unico, gestito da pochi soggetti autorizzati e caratterizzato da tariffe elevate e non negoziabili, sta determinando un significativo aumento dei costi operativi a carico delle imprese grossiste, già fortemente colpite dagli incrementi dei canoni e dei servizi accessori.

Questi maggiori costi non possono essere assorbiti ulteriormente dalle aziende e rischiano di tradursi in inevitabili aumenti dei prezzi per i consumatori finali, con effetti diretti sull’accessibilità dei prodotti alimentari e sulla competitività del Mercato di Milano rispetto ad altre strutture nazionali.

Accanto all’impatto economico, l’obbligatorietà della logistica centralizzata creerebbe una forte criticità occupazionale: le limitazioni all’utilizzo del personale interno delle aziende per le operazioni di movimentazione e consegna delle merci potrebbero causare un esubero stimato di circa 150 lavoratori, per i quali non è stato previsto alcun piano di riassorbimento né adeguate tutele occupazionali. In assenza di correttivi immediati, il rischio concreto è quello di licenziamenti, con pesanti ricadute sociali sul territorio.

Si segnalano inoltre numerose problematiche operative: insufficienza di risorse e spazi da parte degli operatori logistici autorizzati, sistemi informatici non adeguatamente funzionanti, incertezza sulle responsabilità in caso di disservizi e una gestione non graduale del cambiamento. Tutti elementi che stanno già provocando disagi anche agli acquirenti, molti dei quali stanno scegliendo di rifornirsi presso mercati alternativi.

In questo scenario assolutamente insostenibile, i grossisti ribadiscono la disponibilità al confronto con SOGEMI, ma chiedono con urgenza:

  • una revisione complessiva del modello logistico;
  • la garanzia di libertà organizzativa e concorrenza, annullando l’obbligatorietà dell’utilizzo della logistica centralizzata;
  • la tutela dei livelli occupazionali attraverso strumenti adeguati, a partire da una clausola sociale;
  • un sistema di costi equo, trasparente e sostenibile.

Senza risposte concrete e immediate, il rischio è quello di compromettere in modo irreversibile il ruolo strategico del Mercato Agroalimentare di Milano e l’equilibrio dell’intera filiera.

22 Luglio 2025

DURO COLPO AL COMPRENSORIO AGROALIMENTARE DI MILANO!

I GROSSISTI SCENDONO IN PIAZZA!

La politica, aiutata da alcune rappresentanze sindacali, e gli interessi privati hanno vinto!

Lunedì 21 Luglio si è tenuta una Commissione di Mercato presso il Comprensorio Agroalimentare di Milano, era la quarta volta che l’attuale gestore dei mercati generali milanesi provava a far passare una delibera sugli adeguamenti delle tariffe di logistica ferme al 2013, adeguamento che l’AGO (Associazione Grossisti Ortofrutticoli Milano) ha sempre appoggiato, se non fosse che quella richiesta di adeguamento, come un cavallo di troia, ne conteneva delle nuove, calcolate su presumibili flussi di logistica futuri al completamento del nuovo mercato che a distanza di 6 anni dal suo avvio è ancora al 50% della sua realizzazione.

Come se non bastasse a queste nuove tariffe viene applicato un incremento del 5% su tutta la movimentazione delle merci in entrata e in uscita dai mercati generali, una fee illogica e immotivata che si allarga ulteriormente anche sui lavoratori delle cooperative che dovranno a loro volta corrispondere il 5% del loro sudato lavoro!

Ma la cosa più grave è che le nuove regole che a breve verranno imposte vedranno centinaia di posti di lavoro messi a rischio; infatti il nuovo regolamento prevede l’obbligo per le aziende di sospendere le attività di mercato, dal 1965 a oggi svolte con il proprio personale, a favore di una cooperativa che ne prenderà il controllo totale!

La legge prevede che questo compito venga svolto solo a seguito di un regolare bando di gara pubblico, dove chi si aggiudica il servizio ha anche l’obbligo di una clausola sociale che prevede l’assunzione del personale in esubero.

Ebbene l’unico bando di gara proposto dall’attuale gestore è andato deserto 2 anni fa, in quanto i requisiti e le condizioni richiesti erano inaccettabili da qualunque società di logistica  fosse stata interessata a parteciparvi.

Il risultato? Anziché provvedere a formulare un nuovo regolare bando di gara contenente requisiti e condizioni accettabili, l’Ente Gestore ha pensato bene di creare un “Albo dei servizi di logistica” calpestando di fatto l’obbligo che la legge regionale prevede per regolamentare il servizio di facchinaggio nei mercati pubblici; peccato  però che si sia “dimenticato” di quella clausola sociale che doveva salvaguardare la continuità dei posti di lavoro messi a rischio da questo nuovo e non certo “disinteressato” regolamento!!

VERGOGNA! è l’urlo che lanciano i grossisti e i produttori nonché tutti gli operatori del comprensorio che hanno assistito a questo atto di tradimento dei valori e della dignità di chi si adopera fin da notte fonda ad assicurare frutta e verdura fresca sul tavolo dei milanesi, attività che con il controllo della qualità e dei prezzi fa parte di quel “servizio pubblico” che ogni amministrazione comunale chiede ai concessionari dei propri mercati generali di attuare a favore della comunità, e che di fatto ha messo in condizioni disperate per poter continuare a riuscirvi nel futuro!

15 Luglio 2025

ORTOMERCATO DI MILANO – POSTI DI LAVORO A RISCHIO

La riorganizzazione della logistica nel Comprensorio SogeMi e il pesante impatto sui lavoratori dipendenti in forza ai grossisti

A partire dallo scorso 26 giugno la seduta congiunta delle Commissioni di Mercato (Ortofrutta, Ittico, Fiori, Carni e Gastronomia) del settore agroalimentare, chiamata ad esprimersi in merito alla revisione tariffaria per il servizio di facchinaggio ed al nuovo Regolamento della logistica centralizzata elaborato da SogeMi, è stata più volte rinviata.

I ripetuti rinvii scaturiscono sostanzialmente dalla mancata preventiva condivisione della documentazione su cui i Commissari devono esprimersi, ovvero un nuovo regolamento di logistica che impatta significativamente sulle attuali modalità di organizzazione e di lavoro.

L’ipotizzata riconfigurazione del servizio di facchinaggio richiede adeguati approfondimenti ed un attento esame poiché è previsto che numerose operazioni di movimentazione merce, attualmente svolte dai grossisti tramite il proprio personale dipendente, dovranno obbligatoriamente essere affidate a soggetti terzi, creando un sensibile esubero di lavoratori, oggi in forza ai singoli operatori di mercato.

Un adeguamento normativo alla vigente Legge Regionale è certamente doveroso tenuto conto della ultradecennale situazione di deroga in cui si opera nel Comprensorio  Agroalimentare, deroga che, d’altro canto, ha indotto numerosi operatori ad organizzarsi con personale assunto in proprio.

Non si comprende tuttavia l’urgenza da parte di SogeMi nel voler adottare questo nuovo progetto/regolamento alla luce di un cantiere ancora aperto – e lo resterà per ancora un anno, almeno – che non consente la benché minima analisi sensata di flussi e/o costi né di porre in essere un’operatività comune essendo l’Ortomercato, allo stato, costituito da due strutture notevolmente disomogenee.

Gli operatori del Comprensorio sono assolutamente d’accordo nell’aggiornare le tariffe di facchinaggio, ancora ferme dal 2013; non condividono invece il riconoscimento di una royalty all’Ente Gestore né l’implementazione di un nuovo regolamento senza la preventiva condivisione.

Nulla vieta di modificare le regole, anzi, innovazione e ottimizzazione sono le parole d’ordine nel prossimo futuro; si ritiene però che ciò debba essere fatto con una procedura ad evidenza pubblica che preveda precisi patti sociali, ovvero il riassorbimento del personale attualmente in forza presso i grossisti che, con l’introduzione del nuovo Regolamento, non potrà più operare nelle aree comuni del Comprensorio.

Nel merito del “confronto costante” dichiarato da SogeMi si evidenzia che lo stesso risulta essere da diversi anni solo formale.

In seno al Comitato Operativo, organo istituito dal Consiglio Comunale e inserito nel nuovo Regolamento di Mercato, alcuni temi non vengono neppure portati all’attenzione degli operatori, altri vengono solo illustrati e altri ancora discussi ma successivamente approvati senza minimamente considerare le osservazioni emerse dal confronto.

Prova ne sia la proposta di revisione del sistema sanzionatorio, da mesi giacente sulle scrivanie di SogeMi nonostante un lungo lavoro svolto congiuntamente da tutte le categorie operanti nel Comprensorio, che si accanisce contro chi lavora regolarmente mentre l’Ente Gestore ha ufficiosamente autorizzato soggetti, perlopiù irregolari, ad accedere ai mercati per svolgere non meglio precisate attività almeno “non rubano in città”.

Questa situazione potrebbe essere mitigata dall’introduzione di un sistema di cassa mercato, come richiesto già da alcuni anni a gran voce dai grossisti; è quanto mai risibile la recente richiesta pubblica platealmente rivolta da SogeMi verso istituzioni non competenti in materia, visto che sul tema ha autonoma efficacia decisionale.

Inoltre l’Ente Gestore, per la sua funzione pubblica, non è chiamato a conseguire utili eppure il relativo management si adopera sistematicamente nel perseguire risultati economici che rischiano di fare implodere tutto il sistema mercatale. Ma perché?

Nel marzo 2022 giunse, dai vertici del Comune di Milano, una precisa promessa di intervento per l’apertura al dialogo da parte dell’Ente Gestore, anche mediante opportuno affidamento di incarichi; nei fatti nulla è accaduto se non un maggior accentramento di potere dispotico.

Preso atto che, ad oggi, non sembrano esservi spiragli per un miglioramento della situazione, facciamo appello alla politica onesta e intellettualmente libera nonché ai sindacati dei lavoratori per la difesa dei posti di lavoro messi a rischio da questa mala gestio.

Diversamente, premesso che i ripetuti tentativi (unilaterali) di conciliazione bonaria non hanno sortito effetto alcuno, ci vedremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti al fine di tutelare l’intero comparto Agroalimentare Milanese.